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Harielle, an angel in the cityblog di poesia...segretamente, tra l'ombra e l'anima...
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DISTANTI
Siamo così distanti distanti come creature smarrite in un labirinto di parole.
Eppure Vita ogni giorno si divora uno spicchio del nostro tempo.
Ma anche tu respiri e speri, distante come sei , sotto la stessa luna colorata, sotto le stesse stelle, lo stesso cielo...
eppure siamo così distanti prigionieri di silenzi e di percorsi diversi, così distanti, vicini solo nei sogni... . ..forse
HARIELLE
Siamo fioriSiamo fiori lasciati in un bicchiere dimenticato in un canto, steli protesi alla ricerca del sole, petali sciolti in un raggio di luce, colori stinti, ricordi memorie che scivolano come nebbia
HARIELLE
We are like flowers in a glass forgotten the one hand,
steles in search of the sun, petals dissolved in a ray of light, dissolved colours, souvenirs, memories sliding like fog
tra le nuvole...Vento...un petit adieu
Nell'aria il vento di primavera promette già olezzi di spezie lontane, di porti esotici, di luoghi incantati...
l'angelo gitano sente il profumo del vento...e lo segue...
porta con sè il desiderio di cieli nuovi, di spazi ampi, di aria pura,
dell'abbraccio della sua città, della gente, dei venditori del mercato,
il ricordo del colore dei fiori, del mattino imbronciato sul fiume,
dei prati colorati di papaveri e fragole,
di fratte rinverdite da olivi in fiore,
di chiostri silenziosi, di mattonelle istoriate, di silenzio,
dell'odore di croissants al mattino e di gelsomini di notte.
Felice di esserci, di essere stata, di ciò che sarà, di ciò che fu, innamorata di ogni stagione, primavera o autunno,
nella pienezza della vita, nell'armonia della maturità,
il vento anche stavolta ha bussato alla mia porta,
ed io lo seguo...in volo…vi lascio per un po' in questo blog...ma non vi perdo...tranquilli...;)
Strawberry fields forever, my friends...vi sono ancora mari da attraversare, terre da conoscere...a presto...
Harielle arrivederci Lezioni di intercultura
Da alcune settimane, nella scuola superiore in cui lavoro, ho iniziato a tenere un corso di rafforzamento delle abilità linguistiche in italiano a beneficio degli studenti stranieri. In gergo tecnico si chiama Italiano Lingua Seconda. Non è la prima volta, sono specializzata in mediazione culturale, ma ogni volta questa esperienza mi suscita emozioni. Al corso pomeridiano partecipano una ventina di ragazzini che frequentano le prime e le seconde classi e che si sono trasferiti in Italia da poco: per me è come una novità, perchè normalmente insegno ai "grandi", i ragazzi del triennio finale.
I "piccoli" di 14, 15 o 16 anni, sono quasi tutti di origine romena, quasi tutti provenienti da un paese del sud, Focşani, che è gemellato con Tivoli, la cittadina in cui risiedo e lavoro ormai da qualche anno. Hanno tutti nomi dal suono particolare, che ho imparato a pronunciare più o meno come si deve, niente di peggio c'è di sentire storpiato il proprio nome di battesimo.
Così ecco MiHaela, CosHmin, Andrèi, Màlis, Bledar, Nezìr, IHor, nomi in cui le H vanno pronunciate e gli accenti calcati... Buna ziua significa buongiorno in romeno, ma ho capito che la mia pronuncia li fa ancora sorridere bonariamente, per cui me la cavo meglio con Salùt, equivalente al nostro Ciao.
Tra i non-romeni ci sono dei dolcissimi ucraini, dei ragazzini albanesi e c'è anche Kay, un cinesino timidissimo di 14 anni, che all'inizio dell'anno scolastico non conosceva neppure una parola di italiano, mentre adesso si sa già esprimere con una certa sicurezza.
I loro genitori sono occupati prevalentemente come operai, badanti, donne di servizio, muratori:gente che lavora tutto il giorno per una paga bassa,che parla poco,che quando viene a scuola mostra un grande rispetto per i docenti e molta severità verso i figli...i ragazzi dopo la scuola spesso tornano a casa e devono badare ai fratelli più grandi, o alla casa...
Sarà anche per questo che a questi ragazzi la scuola piace molto: al corso di L2, inaugurato al motto: "siamo a scuola, ma non è proprio come a scuola, non abbiate paura di sbagliare" si discute sull'uso corretto delle doppie (in lingua romena pare non esistano), sulla lettera H che gli italiani non pronunciano, sul complemento di termine e su quei complicati termini tecnici che si trovano nei libri di economia aziendale e di diritto, e che proprio non sono facili da capire...
I ragazzi hanno a disposizione anche un'altra insegnante romena,e sono felici di ritrovare il contatto e il confronto con la lingua madre,spesso ridono, ma nessuno di loro mostra segni di impazienza, usa il cellulare o mette gli auricolari durante la lezione...sembra un altro mondo, rispetto alla situazione normale delle lezioni mattutine a studenti sempre più annoiati...e spesso indisciplinati...
E, tra lezioni di italiano impartite a loro, capita anche che i nostri giovani immigrati diano qualche lezione a me, non solo di romeno, albanese o cinese, ma di vita.
Come quando Vassili, furbissimo quindicenne zingaro,che vive in un campo rom, e che scappa sempre a fumare di nascosto,ha preso la mia penna,una Montblanc,poggiata distrattamente sul tavolo della biblioteca, per scrivere degli esercizi. Gliel'ho vista in mano per le ore della lezione e ho pensato, ecco qui, ho perso la penna...invece, si è alzato, appena prima del termine, e mi ha detto con modi da perfetto gentleman: "Multumesc, professoressa, per la sua penna,la mia era finita"
Mulţumesc, ragazzi! Succes ! (buona fortuna) ADIEU, POET...quando muore un poeta, tutto il mondo piange...questo è il mio addio ad Aimè Cesaire...
Tutto ciò che mai fu lacerato | ||||||||||||||||||||||||||||||||||