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Blog

reggae forever

Reggae is my eyes

reggae is my heart

reggae is  my life

 

reggae is this blessed people

reggae is this blessed love

this one , One Love

respect, bredren...cool runnings

 

daydreaming

voglio vivere così....

daydreaming,

tutto il giorno,

all the time,

until the end of time

libri

 

Books 3

Altri menino vanto delle parole che hanno scritto:

il mio orgoglio sta in quelle che ho letto ...

 (J.L. Borges)

Books Come Alive

in questo momento leggo

L'origine perduta di Matilde Asensi

e voi?...

 

da Lao Tze

<wet clay bowls

  Dalla creta umida si fanno i vasi,
ma il vuoto in essi permette
di riempire le brocche.

Così il visibile è certo utile,
ma l'essenziale resta invisibile.
 

 (Lao-Tze)

 

A Real Ming Vase

DISTANTI

Siamo così distanti

 distanti

come creature smarrite  in un labirinto di parole.

 

Eppure Vita ogni giorno  si divora

uno spicchio del  nostro tempo.

 

Ma  anche tu respiri e speri,

distante come sei ,

sotto la  stessa luna colorata,

sotto le stesse stelle,  lo stesso cielo...

 

eppure siamo così distanti

prigionieri di silenzi e di percorsi diversi,

così distanti, vicini solo nei sogni... .

..forse

 

 

HARIELLE

roman sunset

sulla vita

DREAM

 Che cos'è la Vita ,

se non un soffio di indefinito,        tra sogno e realtà ...

Black White Dream 

(special thanks to Alice, 16enne filosofa estemporanea)

Siamo fiori

flowers and artwork

Siamo fiori lasciati in un bicchiere dimenticato in un canto,

steli protesi alla ricerca del sole,

petali sciolti in un raggio di luce,

colori stinti,  ricordi

 memorie che scivolano  come nebbia

 

HARIELLE 
 
We are like flowers in a glass forgotten the one hand,

steles in search of the sun,

petals dissolved in a ray of light,

dissolved colours, souvenirs,

memories  sliding like fog

 

Flowers In Blue Glass.

tra le nuvole...

 

vecter

Questo spazio è sospeso
tra le nuvole...
ma l'Angelo si è trasferito qui :
 
 
la musica continua...vi aspetto...
 
bye

 uh clouds.

Vento...un petit adieu

 

by Princess-of-Shadows 

 

Nell'aria il vento di primavera promette già olezzi di spezie lontane, di porti esotici, di luoghi incantati...

 

l'angelo gitano sente il profumo del vento...e lo segue...

 

porta con sè il desiderio di cieli nuovi, di spazi ampi, di aria pura,

 

dell'abbraccio della sua città, della gente, dei venditori del mercato,

 

il ricordo del colore dei fiori, del mattino imbronciato sul fiume,

 

dei prati colorati di papaveri e fragole,

 

di fratte rinverdite da olivi in fiore,

 

di chiostri silenziosi, di mattonelle istoriate, di silenzio,

 

dell'odore di croissants al mattino e di gelsomini di notte.

 

Felice di esserci, di essere stata, di ciò che sarà, di ciò che fu,

 innamorata di ogni stagione, primavera o autunno,

 

nella pienezza della vita, nell'armonia della maturità,

 

il vento anche stavolta ha bussato alla mia porta,

 

ed io lo seguo...in volo…vi lascio per un po' in questo blog...ma non vi perdo...tranquilli...;)

 

Strawberry fields forever, my friends...vi sono ancora mari da attraversare, terre da conoscere...a presto...

 

papaveri

Harielle

Distant spaces 1

myspace glitter

arrivederci

Meditazioni

 

rainbow peace signs

La pace è il respiro dei sassi, delle stelle e degli uomini saggi.

Peace Twinkling Stars

Risvegliati dal sogno della limitatezza e scopri, dentro di te, l’immensità…

(Paramahansa Yogananda )

Infinity

infinity

auguri di  una celestiale settimana da Harielle, angelo della città ...

 

myspace glitter

Lezioni di intercultura

 

myspace layout codes

  Da alcune settimane, nella scuola superiore in cui lavoro, ho iniziato a tenere un corso di rafforzamento delle abilità linguistiche in italiano a beneficio degli studenti stranieri. In gergo tecnico si chiama Italiano Lingua Seconda. Non è la prima volta, sono specializzata in mediazione culturale, ma ogni volta questa esperienza mi suscita emozioni.

 
Al corso pomeridiano partecipano una ventina di ragazzini che frequentano le prime e le seconde classi e che si sono trasferiti in Italia da poco: per me è come una novità, perchè normalmente insegno ai "grandi", i ragazzi del triennio finale.
 
 layouts myspace
 
 
I "piccoli" di 14, 15 o 16 anni,  sono quasi tutti di origine romena, quasi tutti provenienti da un paese del sud, Focşani, che è gemellato con Tivoli, la cittadina in cui risiedo e lavoro ormai da qualche anno. Hanno tutti nomi dal suono particolare, che ho imparato a pronunciare più o meno come si deve, niente di peggio c'è  di sentire storpiato il proprio nome di battesimo.
Così ecco MiHaela, CosHmin, Andrèi, Màlis, Bledar, Nezìr, IHor, nomi in cui le H vanno pronunciate e gli accenti calcati... Buna ziua significa buongiorno in romeno, ma ho capito che la mia pronuncia li fa ancora sorridere bonariamente, per cui me la cavo meglio con Salùt, equivalente al nostro Ciao.
 
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Tra i non-romeni ci sono dei dolcissimi ucraini, dei ragazzini albanesi e c'è anche Kay, un cinesino timidissimo di 14 anni, che all'inizio dell'anno scolastico non conosceva neppure una parola di italiano, mentre adesso si sa già esprimere con una certa sicurezza.
 
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I loro genitori sono occupati prevalentemente come operai, badanti, donne di servizio, muratori:gente che lavora tutto il giorno per una paga bassa,che parla poco,che quando viene a scuola mostra un grande rispetto per i docenti e molta severità verso i figli...i ragazzi dopo la scuola spesso tornano a casa e devono badare ai fratelli più grandi, o alla casa...
 
Sarà anche per questo che a questi ragazzi la scuola piace molto: al corso di L2, inaugurato al motto: "siamo a scuola, ma non è proprio come a scuola, non abbiate paura di sbagliare" si discute sull'uso corretto delle doppie (in lingua romena pare non esistano), sulla lettera H che gli italiani non pronunciano, sul complemento di termine e su quei complicati termini tecnici che si trovano nei libri di economia aziendale e di diritto, e che proprio non sono facili da capire...
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I ragazzi hanno a disposizione anche un'altra insegnante romena,e sono felici di ritrovare il contatto e il confronto con la lingua madre,spesso ridono, ma nessuno di loro mostra segni di impazienza, usa il cellulare o mette gli auricolari durante la lezione...sembra un altro mondo, rispetto alla situazione normale delle lezioni mattutine a studenti sempre più annoiati...e spesso indisciplinati...
 
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E, tra lezioni di italiano impartite a loro, capita anche che i nostri giovani immigrati  diano qualche lezione a me, non solo di romeno, albanese o cinese, ma di vita.
Come quando Vassili, furbissimo quindicenne zingaro,che vive in un campo rom, e che scappa sempre a fumare di nascosto,ha preso la mia penna,una Montblanc,poggiata distrattamente sul tavolo della biblioteca, per scrivere degli esercizi. Gliel'ho vista in mano per le ore della lezione e ho pensato, ecco qui, ho perso la  penna...invece, si è alzato, appena prima del termine, e mi ha detto con modi da perfetto gentleman: "Multumesc, professoressa, per la sua penna,la mia era finita"

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Mulţumesc, ragazzi! 

(Grazie)

Succes !

(buona fortuna)

 

ADIEU, POET...

quando muore un poeta, tutto il mondo piange...questo è il mio addio ad Aimè Cesaire...

martinique

 

Tutto ciò che mai fu lacerato

In me si è lacerato

Tutto ciò che mai fu mutilato

In me si è mutilato

Il mezzo al

Piatto del suo soffio nudo

Il frutto tagliato della luna sempre in cammino

Verso il profilo da inventare dell'altra metà...

 

Eppure cosa ti rimane del tempo antico...

 

Appena forse certa sensazione

Della pioggia notturna

Delle orecchie drizzate e del tremore

E quando alcuni cantano Natale ritornato,

Sognare gli astri

Smarriti...

di Aimé Césaire


Fort de France, Martinique ,  26 giugno 1913-  17 aprile 2008

Padre della poesia nera
Inventore della parola "Negritudine" centrale nella cultura africana a contatto con l'Occidente, grande poeta...

...Tout ce qui jamais fut déchiré
en moi s’est déchiré
tout ce qui jamais fut mutilé
en moi s’est mutilé
...

e, grazie a MASSIMO per avermi postato quest'altra poesia, sempre di Aimè Cesaire:

Non è polvere di pigmento
né mirra
odor di viola né diletto
ma fior di sangue a fior di pelle
carta di sangue carta del sangue
di sudore al vivo a pelle
né albero a taglio raso
ma sangue che sale nell'albero di carne
con nervi e fegato
Nessuna remissione
a picco lungo le pietre
a picco lungo le ossa
peso rame ceppi cuori
veleni carovanieri del morso
sul filo tiepido delle zanne.

ADIEU,  POET...MERCI...  

Dark blue Martinique

Premio D eci e lode 

GRAZIE A NIKLA PER IL PREMIO FOCA L PRIDE...GRAZIE A ROCCO PER AVERMI INSIGNITO DEL PREMIO D ECI E LODE,

CON LA MOTIVAZIONE: perché insegna che si può essere …autorevoli, ma anche angeli sognatori ...

GRAZIE ANCHE A NANDA PER LO STESSO PREMIO...sono commossa...3 premi in un solo weekend...

ED IO, TEORICAMENTE, DOVREI ASSEGNARE ALTRI PREMI A MIA VOLTA,

MA, AMICI MIEI, IO AMO I VOSTRI BLOG PER LE EMOZIONI CHE SAPETE DARMI

PERCIO', VI PREMIO TUTTI...E SAPPIATE CHE SIETE NEL MIO CUORE...:)

Poesie rom

 

Gypsy

 

 

I pesci nell'acqua,
gli uccelli sull'albero,
i serpenti nella siepe,
i topi nella buca.


Gli Zingari a cavallo del vento
sono padroni del mondo.

(poesia di Bruno Morelli, poeta rom in lingua italiana e sinti)

Gypsy Moth

Li maččé andré u paní,
li čiliklé pru ruk,
li sap andré i bar,
li karmušé andré i xev.


Li Rom a kisté ki bravál
a si xulai tar u them.

 Arrogat knight

Sono nato sotto una tenda
in una notte d’estate
in un accampamento zingaro
ai margini della citta.
I grilli mi cantavano la ninna nanna
la luna mi fasciava di raggi d’oro
e le donne vestivano gonne fiorite.

Sono crescutio su un carro
dalle ruote scricchiolanti.
Eravamo ragazzi
senza ieri e senza domani
mendicavamo il pane nella pioggia e al sole
correvamo incontro ai nostri sogni
alle nostre fantasie nel bosco.

Ora sono diventato grande
la mia tenda e distrutta
il mio carro si e fermato.
Ma cammino ancora per essere libero
come il vento che scuote il bosco
come l’acqua che scorre verso il mare
come la musica di un violino zigano...

( poesia di Olimpio “Mauso” Cari,  poeta rom )

gypsies 

Dinkráo zénale ves
táli fan súni
smáka kafeiákri tassárla
kráčamen fan u rad
kuándo vúrdia džána veg
an u lámbsko drom.
Bindžeráo u ves
bindžeráo u drom
bindžeráo u fráiapen.
U ruk unt u bar
sikrésman vágane permísse
vágane bráuxa.
E vínta rakrés mánge
vágane gíja
fan bássapen sinténgro.
Kamáo u ves
kamáo u drom
kamáo u fráiapen.

  

LACO DIVES

 (buona giornata in rom)

da Harielle 

lailahanouda

Gracias A La Vida

 
 
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato due occhi
Che quando li apro
Chiaramente vedo
Il nero e il bianco,
Chiaramente vedo il cielo alto
Brillare al fondo,
Nella moltitudine
L'uomo che amo.
 
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Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato l’udito
Così certo e chiaro
Sento notti e giorni
Grilli e canarini
Turbini martelli
E lunghi pianti di cani
E la voce tenera
Del mio amato

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato il passo
Dei miei piedi stanchi
Con loro ho attraversato
Città e pozze di fango
Lunghe spiagge vuote
Valli e poi alte montagne
E la tua casa la tua strada
Il tuo cortile


Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Del mio cuore in petto
Il battito chiaro
Quando guardo il frutto
Della mente umana
Quando vedo la distanza
Tra il bene e il male
Quando guardo il fondo
Dei tuoi occhi scuri

 
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto
Mi ha dato il sorriso
E mi ha dato il pianto
Così io distinguo
La buona o brutta sorte
Così le sensazioni che fanno
Il mio canto
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto...
 

(Violeta Parra)

 
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Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me dio dos luceros, que cuando los abro,
Perfecto distingo lo negro del blanco
Y en el alto cielo su fondo estrellado
Y en las multitudes el hombre que yo amo.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado el oído que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios,
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos,
Y la voz tan tierna de mi bien amado.
 


Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado el sonido y el abecedario;
Con à l las palabras que pienso y declaro:
Madre, amigo, hermano, y luz alumbrando

La ruta del alma del que estoy amando.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado la marcha de mis pies cansados;
Con ellos anduve ciudades y charcos,
Playas y desiertos, montaÃnas y llanos,
Y la casa tuya, tu calle y tu patio.
 
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Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me dio el corazón que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano,
Cuando miro al bueno tan lejos del malo,
Cuando miro al fondo de tus ojos claros.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto.
Así yo distingo dicha de quebranto,
Los dos materiales que forman mi canto,
Y el canto de ustedes que es mi mismo canto,
Y el canto de todos que es mi propio canto.
Gracias a la vida que me ha dado tanto
.

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Violeta Parra